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10 Giugno 2017

Nel calcio, si sa, si può fare anche autogol se si è particolarmente sfortunati. Ma se è il Calcio a fare autogol, ovvero la Lega di Serie A, allora la situazione si complica soprattutto quando la sfortuna non c’entra niente.

La Lega aveva indetto una gara per i diritti tv del triennio 2018-2020, con la consulenza dell’advisor Infront e aveva suddiviso le partite ed i relativi diritti in cinque pacchetti per un valore atteso di almeno 1 miliardo di euro. I principali attori in campo, SKY e Mediaset Premium, avrebbero dovuto presentare le loro offerte in busta chiusa. Di buste però ne è mancata una pesante, quella di Mediaset, e anche un’altra comunque rilevante perché fa capo a TIM. La decisione di Mediaset è coerente con l’esposto presentato all’Autorità Garante della Concorrenza al fine di ottenere una nuova formulazione del bando per l’assegnazione dei diritti. Secondo il Biscione “la formulazione dell’invito è totalmente inaccettabile in quanto abbatte ogni reale concorrenza costringendo i tifosi ad aderire obbligatoriamente ad una unica offerta commerciale”.

A causa dell’assenza di Mediaset e di TIM il valore complessivo delle offerte pervenute alla Lega supererebbe di poco i 400 milioni di euro, meno della metà delle aspettative. A quel punto il commissario della Lega, Carlo Tavecchio, ha deciso di non assegnare i diritti e di procedere ad un nuovo bando entro la fine dell’anno, qualche mese prima dell’inizio della stagione 2018/2019.

Non entriamo nel merito della questione, anche se la sensazione è che il mondo del calcio abbia esagerato nelle pretese di valorizzazione dei diritti ed abbia imboccato finora una strada impervia se non impercorribile. Quello che ci interessa, invece, è che in questo evidente autogol del calcio italiano si è inserito un potenziale nuovo scenario evocato proprio dall’advisor Infront della Lega: “E’ in fase di definizione la situazione complessa di Vivendi, Telecom e Mediaset ed a un certo punto arriverà a maturazione ed al colosso SKY si contrapporrà quello Vivendi-Mediaset-Telecom” ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Infront, Luigi De Siervo.

Tutto chiaro dunque? Le speranze della Lega di una nuova gara con contendenti pronti a spendere 1 miliardo di euro per il nostro calcio sono legittime; evocare nuovi scenari di alleanze televisive anche. Ma l’impressione è che ad un autogol si voglia rispondere con un fallo di mano. Il nuovo scenario televisivo è ancora tutto da delineare e la Lega calcio sembra rispondere alla complessità della situazione evocando soluzioni al momento difficilmente realizzabili. Forse dopo quello che è successo oggi non poteva fare diversamente, ma certamente il gioco espresso non è stato dei più convincenti.